Questo film esplora il modo in cui le sanzioni occidentali hanno influenzato lo sviluppo dell’industria della moda iraniana. Una troupe di RT si è recata a Teheran e ha incontrato le persone che stanno plasmando la moda iraniana nonostante le restrizioni.
Il padre del settore della moda in Iran, Amir Zobde, ha fondato la prima agenzia nel 2011. L’agenzia impiega «volti pubblicitari», un termine usato in Iran al posto di «modelle». Sambat Hakupyan confeziona abiti utilizzando tecniche dell’epoca safavide, tra il XVI e il XVIII secolo. La designer Nazanin Hariri crea collezioni ispirate agli ornamenti del Museo storico di Saadabad, e i suoi capi vengono già indossati a Dubai, Londra e Berlino.
In Iran, i copricapi sono diventati da tempo una vera forma d’arte. Quelli quotidiani sono semplici e modesti, mentre quelli festivi sono decorati con ricchi motivi floreali e ricami dorati. Per le strade, intanto, una folla colorata mescola abiti tradizionali e moderni.
Il gioiello del design iraniano è l’abito «Irandokht», cioè «Figlia dell’Iran». In un unico capo presenta motivi della regione di Isfahan lungo l’orlo e quelli della regione di Shiraz al centro, combinando al tempo stesso ornamenti di diverse epoche. Se da un lato le sanzioni occidentali possono aver escluso gli stilisti iraniani dalle passerelle mondiali, dall’altro hanno dato loro lo slancio per creare una moda unica e interamente propria.